Bagno Vignoni è una delle più importanti località termali della Toscana, famosa per la sua bellissima piazza centrale dove si trova la grande “Vasca delle Sorgenti”, dove affiorano le acque termali sorgive. L’atmosfera è sicuramente magica e suggestiva, l’abitato con le sue case antiche, i magnifici panoramici della val d’Orcia, la rassicurante presenza delle acque… qui si avrà l’impressione di entrare un luogo senza tempo. Le acque termali sono particolarmente conosciute ed apprezzate per le loro proprietà benefiche e curative, si tratta di acque solfato-bicarbonato-alcalino-terrose, sgorgano naturalmente ad una temperatura di 52°C con proprietà benefiche nel trattamento di disturbi osteoarticolari, malattie artroreumatiche, problemi broncopolmonari.

DA VEDERE

L’elemento più caratteristico della frazione è la Piazza delle Sorgenti, una grande vasca forse già di origine trecentesca, che accoglie la sorgente di acqua calda che sgorga a 49° al centro del paese, intorno alla quale si articolano una serie di edifici per lo più di età medievale e rinascimentale: il porticato con la cappella di Santa Caterina (XV secolo), la cosiddetta Casa del Mugnaio (XIV-XV secolo), il Palazzo Piccolomini (1460-63), l’osteria oggi detta “del Leone” (XV-XVI secolo) e la Palazzina Chigi (XVIII secolo).

STORIA

La traccia più antica di un insediamento umano a Bagno Vignoni è costituita da una lapide di epoca romana con una iscrizione dedicatoria, un tempo murata in una parete delle attuali terme al centro del paese e oggi non più visibile. In essa un certo Lucio Trebonio Paterno celebra la realizzazione di un tempietto dedicato alle Ninfe come ringraziamento per la sua guarigione. In effetti è plausibile che il luogo fosse oggetto di una qualche forma di venerazione in età romana, come era consueto nei pressi delle sorgenti. È stato anche osservato come la larghezza dell’attuale vasca corrisponda esattamente a 90 piedi romani, ma non vi sono prove che il suo impianto sia così antico. Il nome del borgo deriva da quello dell’antico castello di Vignoni, i cui resti sorgono su una collina che domina l’attuale abitato. La più antica citazione del Bagno invece è del 1170, quando l’imperatore Federico II lo concesse in feudo al cardinale Unifredo; fu poi proprietà dei signori di Tintinnano e all’inizio del ‘300 passò ai Salimbeni che nel 1417 lo vendettero alla Repubblica di Siena. Nel 1334 Simone di Jacopo Tondi in una relazione fatta per il Senato di Siena così descriveva il paese: “accomodato e circondato di palazzi e d’osterie ed ha una cappella nel mezzo. E sono per tutto luoghi da ritirarsi dove ascosi e guardati, possono uomini e donne bagnarsi, essendo il bagno delle donne da quello dei maschi distinto”. Posto vicino al percorso dell’antica via Francigena, fu noto e frequentato da numerosi illustri personaggi: pare che la madre di Santa Caterina da Siena tra il 1362 e il 1367 portasse qui la figlia per distrarla dalla vita contemplativa e dalla vocazione religiosa e che ella invece usasse bagnarsi nel punto in cui l’acqua era più calda per mettere alla prova la sua fede. Vi soggiornarono anche papa Pio II Piccolomini, originario della vicina Pienza, che nel 1460 vi fece realizzare da Rossellino un palazzo affacciato sulla piazza, e Lorenzo il Magnifico che vi soggiornò nel 1490 nel tentativo di dare sollievo ai suoi problemi di artrite. Più sprezzante fu invece il giudizio di Michel de Montaigne che, assolutamente immune dalla suggestione dei luoghi, visitando la località il 25 settembre del 1581, nel suo “Viaggio in Italia” scrisse: “In questo loco ci sono una dozzina di casette poco comode e disgustose. Non pare altro che una pidocchieria”. Dopo l’annessione della Repubblica di Siena allo stato fiorentino e la nascita del Granducato di Toscana, il granduca nel 1592 concesse le gabelle dei bagni in perpetuo alla famiglia Amerighi, con l’obbligo di effettuare la necessaria manutenzione e mantenervi una panetteria, una macelleria, una osteria ed il personale necessario per le cure termali. Nel 1677 Cosimo III creò un piccolo feudo che comprendeva San Quirico d’Orcia e Vignoni con il suo Bagno e lo infeudò al cardinale Flavio Chigi, esponente di un’importante famiglia senese che tutt’oggi vi conserva molte proprietà. Alla fine dell’800 le proprietà curative delle sue acque attiravano un numero considerevole di malati, tanto che nel borgo erano presenti ben 4 alberghi, due per le persone agiate e due per quelle più indigenti. Nel 1982 il regista russo Andrej Tarkovskij vi ha ambientato varie scene del film Nostalghia, premiato l’anno successivo al Festival del Cinema di Cannes.

COME ARRIVARE

(100 km) Imboccare la Strada Statale Aurelia in direzione Grosseto. Prendere l’uscita per Siena / Roselle inserendosi sulla superstrada E78 (SS223); dopo circa 18 km uscire per Paganico e imboccare la SP64, del Cipressino; dopo circa 15 km svoltare a sinistra sulla SP52 e proseguire sulla SP14 fino ad arrivare a Montalcino. Da qui imboccare la SP15 fino a raggiungere la SR2 Cassia, proseguendo in direzione sud verso Viterbo; dopo circa 11 km uscire per Bagno Vignoni.