Il tombolo di Feniglia è una stretta duna, lunga circa 6 km, che unisce il promontorio di Ansedonia al Monte Argentario, dividendo la laguna di Orbetello dal mare sul lato sudorientale. Formatasi in epoca relativamente recente, per il gioco delle correnti, fu occupata per la prima volta durante la prima età del ferro (IX-VIII secolo a.C.), quando alle due estremità della duna sorsero altrettanti insediamenti a carattere industriale in cui veniva prodotto il sale tramite ebollizione delle acque salmastre in grossi contenitori di ceramica. Abbandonati questi siti in concomitanza con la nascita dell’insediamento di Orbetello (metà VIII secolo a.C.), sul tombolo per l’epoca etrusca è segnalata solo la presenza di piccole strutture, forse fattorie o case di pescatori. In epoca romana, dopo la fondazione di Cosa, fu attraversata dalla strada che univa la colonia al Portus Herculis e un approdo era presente a ridosso dell’altura di Ansedonia, dove tuttora sono presenti resti di imponenti costruzioni. Un portus Fenilie, erede dell’approdo di età romana è citato ancora nell’atto di investitura dei possedimenti dell’Abbazia delle Tre Fontane ai fratelli Orsini nel 1358 e a Siena nel 1452. E’ tradizione che su questa spiaggia sia stato raccolto moribondo Caravaggio, in viaggio verso Port’Ercole per recuperare i suoi averi rimasti sulla feluca che lo aveva sbarcato nel porto di Palo, dove era stato trattenuto in prigione per alcuni giorni, morendo poi di febbri malariche nell’ospedale di S. Maria di Porto Ercole; all’interno della riserva, sulla strada carrozzabile non lontano dall’ingresso lato Argentario, è stato posto un monumento che ricorda l’avvenimento. Il tombolo rimase di proprietà della Comunità di Orbetello fino al 1804, quando il comune decise di venderlo a privati. Iniziò così un periodo di sfruttamento dissennato che portò al completo disboscamento della duna, fino a quel momento completamente ricoperta di macchia mediterranea, e al suo utilizzo come pascolo. Questo provocò però un vero e proprio dissesto ecologico: le sabbie del tombolo, non più trattenute dalla vegetazione, per effetto dei venti dominanti, crearono una serie di dune che cominciarono a muoversi insabbiando la laguna. Scorgendo il pericolo per la principale risorsa economica della città, ovvero la pesca in laguna, si cercò di ricorrere ai ripari: nel 1910, vinta la resistenza dei proprietari, i terreni furono riacquisiti dal demanio pubblico; in un primo momento si cercò di risolvere il problema, invano, creando delle barriere frangivento, poi si comprese che l’unico modo per contrastare il fenomeno era procedere il più velocemente possibile al rimboschimento di tutto il tombolo. Così si creò una fascia di pini marittimi lungo il lato che guarda il mare e di pino domestico su tutto il resto dell’estensione, oltre all’inserimento di pini d’aleppo, cipressi e robinie. Tutti questi lavori, protrattisi per circa 50 anni, hanno portato alla creazione di un bosco di 460 ettari; negli anni ’50 sono stati anche introdotti i daini, provenienti dalle tenute presidenziali di S. Rossore e Castelporziano, che, trovando ambiente favorevole, si sono presto adattati e moltiplicati, tanto da costringere a periodiche catture selettive per arginarne il numero. Nel 1971 è stata proclamata Riserva Forestale di Protezione. Di recente è stata segnalata anche la presenza di alcuni lupi che hanno contribuito al riequilibrio dell’habitat naturale.

DA VEDERE

Duna Feniglia è il luogo ideale per passeggiate in mezzo alla natura, a piedi o in bicicletta (affittabile sul posto) o per fare il bagno su una spiaggia sabbiosa con basso fondale. Oggi è possibile accedere alla riserva da due ingressi pedonali, uno dal lato di Ansedonia, il secondo dal lato dell’Argentario uniti tra di loro da una carrozzabile che attraversa tutto il tombolo, in cui è vietato l’ingresso dei mezzi a motore, dalla quale è possibile anche avere accesso, in alcuni punti predisposti, al mare. Stabilimenti balneari sono presenti solo alle due estremità del tombolo, immediatamente fuori dalla riserva, mentre tutto il resto della spiaggia (circa 6 km) è libera.

COME ARRIVARE

Accesso Ansedonia (19 km): di prenda la SS Aurelia in direzione Roma, dopo circa 17 km, oltrepassata Orbetello, si prenda la prima uscita per Ansedonia; oltrepassato il sottopasso della ferrovia, al primo bivio si prenda a destra, e si prosegua per poche decine di metri fino a raggiungere il ponte che supera il canale di comunicazione tra la laguna di Orbetello e il mare: prima del ponte, sulla sinistra, c’è il parcheggio per le auto, dopo il ponte, sulla destra l’ingresso alla riserva. Accesso Poggio Pertuso (Monte Argentario) (23 km).Si prenda la SS Aurelia in direzione Roma; dopo circa 6 km si imbocchi poi l’uscita di Albinia seguendo le indicazioni per Porto S. Stefano; si percorra quindi tutto il tombolo di Giannella (9 km), fino alla località di Santa Liberata; superato il ponte sul canale che unisce la laguna di Orbetello al mare, si prenda a sinistra seguendo le indicazioni per Porto Ercole; si lasci la strada provinciale dopo circa 5 km, prendendo sulla sinistra la strada in direzione Feniglia..