Il monte Amiata è un antico cono vulcanico, attivo tra 400.000 e 200.000 anni fa circa, la cui vetta raggiunge i 1736 m s.l.m., la più alta della Toscana meridionale. Ricco di boschi e di sorgenti, fu abitato fin dalla preistoria, come indica il rinvenimento di utensili litici di età paleolitica nell’area di Casteldelpiano. La presenza di minerali ha attratto anche le popolazioni di età eneolitica e del bronzo, come dimostra il rinvenimento di utensili in pietra e zappette di corna di cervo nelle antiche escavazioni minerarie individuate tra fine ‘800 e inizio ‘900, quando fu intenso lo sfruttamento minerario di questo comprensorio. Ripostigli di asce, ulteriore testimonianza delle attività metallurgiche dell’età del bronzo, sono stati rinvenuti sia sul versante senese del monte, in val d’Orcia, sia nell’area di Santa Fiora sul versante grossetano; ricercato era anche il cinabro, utilizzato fin dall’Eneolitico come colorante per scopi rituali. In epoca etrusca il monte si trovava sul confine tra le due importanti lucumonie di Chiusi e Vulci; scarse le tracce di frequentazione riportabili a questo periodo, quella più rilevante è stata rinvenuta nei pressi di Seggiano, dove sono state rinvenute due antefisse, sicuramente provenienti da un tempio non identificato. Molto interessante è però anche il rinvenimento di frammenti di ceramica figurata e bucchero del VI secolo a.C. al di sotto dell’abbazia di San Salvatore, testimonianza di una probabile attività rituale a una quota infatti insolitamente elevata (800 m s.l.m.) per un sito di abitato. Alcuni studiosi porrebbero proprio in epoca etrusca l’origine del primo nome del monte: Mons Tuniatus o Tiniatus, ovvero “monte di Tinia”, nome della divinità etrusca assimilabile allo Zeus/Giove di Greci e Romani; un’iscrizione con dedica a Giove Ottimo Massimo rinvenuta a Montelaterone potrebbe essere una conferma della presenza del culto del dio. Interessante anche notare come lo stemma dei monaci di Abbadia San Salvatore , diventato quello del paese, raffiguri Dio con un globo nella mano sinistra e un fascio di fulmini nella destra, emergente da un albero che potrebbe essere una quercia, richiamando così quelli che sono gli attributi più caratteristici di Giove. L’abbazia, secondo una leggenda, sarebbe stata fondata, durante un viaggio verso Spoleto, dal re longobardo Rachis (742 d.C. circa), che avrebbe avuto la visione di tre globi di fuoco, allegoria della Trinità, rotanti sulla chioma di un albero. L’abbazia divenne uno dei più importanti centri di potere della Maremma, arrivando a controllare numerosi possedimenti fino alla costa tirrenica nei territori di Talamone e Tarquinia. Il monte Amiata fu visitato anche da papa Pio II Piccolomini, che nei suoi Commentari ne celebrò le bellezze naturali paragonandole all’Arcadia. Giorgio Santi, naturalista che vi giunse alla fine del ‘700, lo definì un bel pezzo di Svizzera trapiantato nel cuore d’Italia. Alla metà dell’800 risalgono le prime ricerche minerarie finalizzate all’individuazione di giacimenti di mercurio, che raggiunsero l’apice nei primi anni del ‘900, quando l’industria mineraria dava lavoro a buona parte della popolazione amiatina, soprattutto per quanto riguarda i centri di Abbadia S. Salvatore, Santa Fiora e Castell’Azzara. Per celebrare l’anno santo del 1900 sulla vetta del monte è stata eretta la grande croce in ferro battuto, alta 22 m A partire dagli anni ’50 l’attività mineraria ha attraversato una serie di alti e bassi, fino a cessare del tutto negli anni ’70, a causa della contrazione dei prezzi e l’impoverimento dei giacimenti. L’economia del comprensorio si è quindi orientata verso l’industria turistica: sul monte Amiata si trovano due seggiovie (Rifugio Cantore – Vetta; Prato delle Macinaie – Vetta) e gli unici impianti sciistici dell’Italia centrale fuori dalle vette appenniniche.

DA VEDERE

Santa Fiora. Uno dei Borghi Più Belli d’Italia. Nel Palazzo Sforza Cesarini, già rocca degli Aldobrandeschi, ristrutturato nel ‘500 come dimora signorile dagli Sforza che ne avevano ereditato per via matrimoniale il feudo, è collocato il Museo delle Miniere di Mercurio del Monte Amiata, con una importante raccolta di minerali e una panoramica di mezzi e tecniche utilizzate per l’estrazione di questo minerale.

Abbadia San Salvatore. Cuore del paese è l’antica abbazia fondata dal re longobardo Rachis alla metà dell’VIII secolo, importante luogo di potere per tutta l’età medievale. L’aspetto attuale della chiesa è quello assunto nel 1035, dopo i lavori di restauro e ripristino effettuati negli anni ’30 del ‘900. Di particolare interesse la cripta, sostenuta da 32 colonne con altrettanti capitelli, tutti uno diverso dall’altro.