Montemerano è ricordato per la prima volta in un documento datato 24 febbraio 896, in cui l’imperatore Arnolfo confermava al Monastero di S. Salvatore sul monte Amiata tutti i suoi possedimenti, aggiungendovi anche i castelli di Spineto, Montemerano e Talamone. Passa quindi sotto il dominio degli Aldobrandeschi e nella bolla del 5 aprile 1188 di papa Clemente III ai canonici di Sovana e ricordato come castrum, ovvero centro fortificato, con la sua chiesa dedicata a San Lorenzo. Il 3 giugno 1203 Ruggero da Montemerano, con altri vassalli degli Aldobrandeschi, giura fedeltà ad Orvieto in rappresentanza del conte Ildebrandino. Un altro signore di Montemerano, Folchino, è ricordato in due documenti del 1236 e del 1251. Passò quindi dagli Aldobrandeschi ai Baschi, probabilmente come dote di Gemma Aldobrandeschi andata sposa a Ugolino da Baschi, famiglia che lo vendette a Siena nel 1382 per ottomilanovecento fiorini. Nel 1407 Siena deliberò la ricostruzione del castello e la realizzazione di nuove mura; in questo momento Montemerano è il centro più importante e popoloso della valle dell’Albegna. Nel 1455 si arrese alle truppe del capitano di ventura Jacopo Piccinino, che tuttavia lo tenne solo poche settimane. Con la caduta di Siena nel 1555 passa nello stato fiorentino, entrando a far parte del Capitanato di Sovana, di cui segue le sorti, fino al passaggio ereditario del granducato di Toscana dai Medici ai Lorena. Con la riforma amministrativa operata da questi ultimi e la creazione della Provincia Inferiore Senese, Montemerano si trova a far parte della Potesteria di Manciano (1766), insieme a Capalbio, Saturnia, Semproniano, Rocchette e Roccalbegna; nel 1783, infine, viene definitivamente aggregata alla comunità di Manciano, perdendo del tutto la sua autonomia. Il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, visitò il paese nel 1787, lasciandocene una breve ma puntuale descrizione; fu visitato anche da suo nipote, Leopoldo II, nel 1844 e nel 1846, ospitato in Casa Giaquili, posta nell’area dell’antico castello, negli ambienti che in precedenza erano stati sede del Comune e, ancora prima, del vicario senese. Nel 1860 entra con il resto della Toscana, nel Regno d’Italia. Solo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 il paese comincerà ad espandersi al di fuori delle sue antiche mura. Montemerano oggi è una frazione del comune di Manciano e ha circa 500 abitanti; fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia.

DA VEDERE

Chiesa di San Giorgio. La chiesa conserva una delle raccolte di opere d’arte quattrocentesche più importanti della provincia di Grosseto. Oltre agli affreschi, realizzati in momenti diversi tra il XV e il XVI secolo, da segnalare un bellissimo polittico di Sano di Pietro, firmato e datato 1458, realizzato appositamente per questa chiesa, uno dei pochi polittici che conservano ancora tutte le diverse parti originali che lo componevano. Di grande pregio anche la cosiddetta “Madonna della Gattaiola”, probabile anta di un organo o di un armadio, con raffigurata la Vergine, realizzata da un pittore anonimo della metà del XV secolo denominato “Pittore di Montemerano”. Notevoli anche due opere lignee della stessa epoca attribuite al Vecchietta o alla sua scuola: una statua di San Pietro e un rilievo con l’Assunzione della Vergine.

COME ARRIVARE

(46 km) Si prenda la Statale Aurelia direzione Roma fino allo svincolo di Albinia; si seguano quindi le indicazioni per Manciano, seguendo la SR 74 Maremmana. Giunti a Manciano si prosegua in direzione Montemerano.