Il nome originario del paese era Corsignano. Secondo una tradizione locale esso sarebbe derivato dal nome di un certo Corsinius, uno dei commilitoni di Silla fra cui fu diviso il territorio della città di Chiusi. Vi sono notizie di rinvenimenti sporadici di sepolture tardo etrusche e romane nei dintorni della città, ma in realtà le prime notizie storiche sull’abitato risalgono all’828, quando l’Abbazia di S. Salvatore sul monte Amiata vi acquistò delle terre. Fu confermata nei possessi dell’abbazia dagli imperatori Ottone III (996), Enrico II (1004 e 1007) e Corrado II (1027 e 1036). Nel 1208 è la prima citazione dell’esistenza di un castello, dipendente dalla Repubblica di Siena. Tra il XIII e il XIV secolo la famiglia Piccolomini, esiliata nella val d’Orcia, acquisì sempre più vaste proprietà nel suo territorio. Qui nacque il 18 ottobre 1405 Enea Silvio Piccolomini, uno dei più eminenti umanisti italiani, che nel 1458 divenne papa assumendo il nome di Pio II. Il suo profondo attaccamento alla sua patria di origine, lo spinse a trasformare il piccolo paese in una vera e propria città ideale rinascimentale, affidando all’architetto fiorentino Bernardo da Settignano, detto il Rossellino la realizzazione del progetto. Oltre ai principali edifici pubblici (tra cui la Cattedrale), Pio II fece costruire anche 12 case sotto la direzione del Porrina e una cappella dedicata a San Francesco, invitando poi numerosi cardinali (fra cui Giacomo Ammannati, Francesco Gonzaga e Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI) e privati a costruire altre dimore per loro stessi sullo stesso stile di quelle da lui fatte realizzare. Nel 1464, quando morirono sia Pio II che il Rossellino, i lavori non erano ancora del tutto terminati, ma la città aveva comunque assunto l’aspetto che era stato sognato dal papa, tanto che in suo onore il paese cambiò il suo nome in Pienza. Il papa volle anche erigere a Cattedrale la chiesa dedicata all’Assunta, dando origine alla nuova diocesi di Pienza-Montalcino, cui furono aggregate numerose parrocchie delle confinanti diocesi di Grosseto, Chiusi e Arezzo. La città subì numerosi danni durante la guerra di Siena, persa e riconquistata più volte dalla Repubblica, vide le sue mura e la sua fortezza ampliate e rinforzate per essere poi completamente abbattute, occupata prima dagli spagnoli e poi dai francesi, finché questi ultimi nel 1559 dovettero cederla a Firenze, che aveva ottenuto la vittoria definitiva su Siena e annesso il suo stato. Durante la dominazione medicea la città subì una progressiva decadenza, con una consistente decremento demografico, seguendo le sorti del Granducato di Toscana fino ad epoca moderna. Pienza oggi conta circa 1.300 abitanti.

DA VEDERE

Piazza Pio II. Splendida piazza rinascimentale progettata dal Rossellino, cui si deve anche la realizzazione dell’elegante pozzo che la orna, su cui si affacciano i principali edifici della città: la Cattedrale dedicata all’Assunta, ricca di importanti opere d’arte del ‘400, il Palazzo Comunale e il Palazzo Piccolomini.

Antica Pieve di Corsignano. Poco fuori il centro storico di Pienza, dedicata ai santi Vito e Modesto, è un rilevante esempio del romanico toscano. L’aspetto attuale risale per lo più al XII secolo, ripristinato con un intervento di restauro del 1925; più antico il campanile a pianta circolare, che rivela influenze ravennati, riferibile all’XI secolo. Di particolare interesse la bifora in facciata e il portale laterale, con rilevanti esempi di decorazione scultorea.

COME ARRIVARE

(103 km) Imboccare la Strada Statale Aurelia in direzione Grosseto. Prendere l’uscita per Siena / Roselle inserendosi sulla superstrada E78 (SS223); dopo circa 18 km uscire per Paganico e imboccare la SP64, del Cipressino; dopo circa 15 km svoltare a sinistra sulla SP52 e proseguire sulla SP14 fino ad arrivare a Montalcino. Da qui imboccare la SP15 fino a raggiungere la SR2 Cassia, proseguendo poi verso San Quirico d’Orcia. A San Quirico lasciare la Cassia e imboccare la SP146 di Chianciano fino ad arrivare a Pienza.