L’abitato etrusco di Talamone non sorgeva nello stesso luogo dove si trova il paese moderno, bensì sui colli di Talamonaccio e Bengodi, nei pressi di Fonteblanda, sul lato opposto della baia. La collina di Talamonaccio presenta tracce di occupazione fin dall’età del bronzo, mentre il vicino colle di Bengodi, durante i lavori di bonifica all’inizio del ‘900, ha restituito terrecotte architettoniche di età arcaica. Nella piana immediatamente sottostante, ove si doveva trovare il porto interno alla grande laguna, oggi scomparsa, che si estendeva nella piana tra i Monti dell’Uccellina e l’attuale via Aurelia, gli archeologi hanno trovato i resti di un insediamento del V secolo a.C. con un reticolo viario regolare e la bottega di un fabbro; sulla cima di Talamonaccio, invece, oggi sono visibili solo i resti di un tempio del IV secolo a.C., che nel 150 a.C. circa sarà poi decorato con un frontone a rilievo in terracotta raffigurante il mito dei Sette a Tebe, con Edipo disperato che assiste alla morte dei figli Eteocle e Polinice, oggi al Museo Archeologico di Firenze. Durante i lavori della realizzazione di un forte alla fine dell’800 andarono infatti distrutti molti resti, tra cui quelli di una cinta muraria in opera poligonale, case e strade lastricate. Entrata a far parte dello stato romano dopo la caduta di Vulci del 281 a.C., nei pressi di Talamone, nel 225 a.C. si svolse la celebre battaglia tra le legioni romane e l’esercito dei Galli, che permise di bloccare la discesa dei barbari verso Roma. Durante la guerra civile tra Mario e Silla, come tutto il resto dell’Etruria, prese le parti di Mario che qui nell’87 a.C. reclutò il suo esercito e si imbarcò verso Roma, fatto che provocò la pesante vendetta di Silla che distrusse completamente l’abitato e il santuario. L’abitato rimase spopolato per diversi secoli, mentre nel territorio circostante sorgevano grandi ville, la più importante delle quali sorgeva in località Le Terme/Santa Francesca, tra Talamone e Talamonaccio. La vita riprese sul sito della città etrusca nel VI secolo d.C., quando sorse un abitato fortificato con il nome di Marta, controllato dai Bizantini in funzione anti longobarda. La sua vita non fu tuttavia molto lunga e non si protrasse oltre il VII secolo. L’origine del nuovo centro nel sito attuale, che ereditò il nome di quello antico, non è chiara. Appare nel XIII secolo tra le proprietà dell’Abbazia di S.Salvatore sul Monte Amiata, sotto il controllo della famiglia Aldobrandeschi, e fu acquistato nel 1303 dalla Repubblica di Siena, che da sognava di farne il porto del suo stato, aspirazione sulla quale Dante Alighieri ironizza nella Divina Commedia “…quella gente vana / che spera in Talamone…” (Purg., XIII, 151-152). Il suo sviluppo fu però ostacolato dalle frequenti incursioni barbaresche e dalla presenza della malaria. I Senesi restaurarono le mura e rifecero completamente la rocca; le sue fortificazioni furono a più riprese restaurate nel XV e nel XVI secolo, ma nel 1532 sono ancora fatiscenti, come relaziona Baldassarre Peruzzi in un suo sopralluogo nei porti della Maremma per conto della Repubblica. Nel 1544 fu saccheggiata dai Turchi e, dopo la caduta di Siena nelle mani di Firenze, entrò a far parte con Orbetello, Porto Ercole e Porto Longone sull’isola d’Elba, dello Stato dei Presidi, controllato dalla Spagna. Il periodo spagnolo fu un momento di decadenza per la cittadina, che fu anche momentaneamente occupata dai Francesi nel 1646, durante l’assedio di Orbetello. Quando Garibaldi vi fece tappa nel 1860, Talamone era ormai solo un piccolissimo borgo, ma il forte era ancora in servizio. Ulteriori pesanti danni si ebbero alla fine della seconda Guerra Mondiale, quando nel 1944 il centro fu bombardato dagli Alleati e i Tedeschi minarono e distrussero le fortificazioni circostanti la rocca. Talamone oggi è frazione del comune di Orbetello e ha poco meno di 300 abitanti.

DA VEDERE

Rocca senese e cinta muraria. Sono gli unici resti antichi conservatisi nel paese, per il resto completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Le mura sono conservate per una notevole altezza e presentano base a scarpa e torri quadrate sporgenti. La rocca, costruita dai senesi all’inizio del XIV secolo, ha un cortile interno e quattro torri angolari.

Acquario e centro visite del Parco della Maremma. L’acquario di Talamone è una piccola struttura dotata di vasche, che descrivono i principali habitat presenti nel mare Tirreno, una collezione di conchiglie raccolte sulle spiagge maremmane, una mostra fotografica permanente e percorsi interattivi per l’educazione ambientale, l’informazione e la sensibilizzazione sulle problematiche del mare.

Cappella Vivarelli. Si tratta del mausoleo della famiglia Vivarelli, famiglia che ebbe vasti latifondi in questo territorio nell’800, posta all’interno del moderno cimitero di Talamone. Progettato dall’architetto grossetano Lorenzo Porciatti, autore anche della ristrutturazione del castello di Castiglion della Pescaia e del progetto del Palazzo della Provincia a Grosseto (Palazzo Aldobrandeschi), fu realizzato tra il 1905 e il 1906 e costituisce un bell’esempio di eclettismo, tra stile Liberty e Art Nuveau.

Villa in località Terme / Santa Francesca. Nella località sono presenti numerosi ruderi, parzialmente inglobati in edifici moderni, relativi a una imponente residenza di età imperiale. L’evidenza maggiore è costituita da una grande cisterna voltata.

Tempio di Talamonaccio. Sul colle dove sorgeva l’antico centro etrusco-romano è l’unico monumento rimasto visibile: si conservano le fondamenta del podio, realizzato in blocchi di tufo, posto in una posizione particolarmente panoramica su tutto il golfo di Talamone, la costa e il monte Argentario. Durante gli scavi furono recuperati i frammenti del frontone in terracotta raffigurante il mito dei sette a Tebe, con il duello di Eteocle e Polinice e al centro il padre Edipo disperato per la morte dei figli, per un certo tempo esposto a Orbetello, ma oggi al Museo Archeologico di Firenze.

LE SPIAGGE

Talamone ospita alcune delle più belle spiagge della Maremma Toscana. Sorge imponente sulle acque cristalline del Mar Tirreno, regalando panorami mozzafiato, in particolar modo al tramonto, quando le calde luci degli ultimi raggi fi di sole rosa/arancioni si mescolano all’azzurro intenso dell’acqua, creando dei panorami unici ed indimenticabili… Ai piedi della rocca medievale di Talamone, scendendo lungo una suggestiva stradina, si trova il bellissimo “Bagno delle Donne“, una delle più belle calette del borgo. Grandi scogli che si affacciano su acque trasparenti dai riflessi azzurro/turchese. Attrezzata con ombrelloni e lettini, è il luogo ideale per gli amanti di snorkeling.