Seppure il suo territorio abbia restituito tracce di frequentazione in epoca preistorica, etrusca e romana, il colle su cui sorge Montalcino sembra che non sia stato abitato prima dell’alto Medioevo: la prima citazione della sua esistenza è in un diploma di Ludovico il Pio, dell’814, con cui l’imperatore donava un ampio territorio al monastero di Sant’Antimo, che infatti rivendicò la proprietà della città fino all’inizio del XIII secolo. Diventata libero comune, fu dalla parte di Siena nella guerra contro Firenze tra 1174 e 1176, ma questo non impedì che successivamente, nel 1200, l’antica alleata la conquistasse e ne distruggesse fortificazioni e abitazioni. Quando scoppiò di nuovo la guerra tra le due importanti città toscane, nel 1207, Montalcino venne nuovamente ricostruita e nel 1212 Siena acquistò dall’Abbazia di Sant’Antimo i diritti su un quarto del castello. Nel periodo successivo la cittadina tentò più volte di sottrarsi al controllo del più potente Comune, supportata spesso da Firenze e Orvieto, finché Siena, alleatasi con alcuni gruppi nobiliari locali, riuscì nuovamente a sottometterla (1251). Montalcino, seppure formalmente indipendente, entrò così sempre più nell’orbita politica della potente vicina, soprattutto dopo la vittoria dei ghibellini senesi sui guelfi fiorentini nella battaglia di Montaperti (1260), e la vittoria della parte guelfa a Siena, negli anni ’70 del ‘200, che ridusse il contrasto con Firenze. Un ultimo vano tentativo indipendentista si ebbe nel 1361, quando cercò di approfittare del momento di confusione seguito a Siena dalla caduta del governo dei Nove, episodio che si concluse tuttavia con la completa sottomissione della città, che dovette accogliere una guarnigione senese. Nel 1462 fu da papa Pio II elevata al rango di città ed eretta, con Pienza, a sede di Diocesi, attribuendole tutti i beni che erano stati della potente Abbazia di Sant’Antimo; divenne così una delle più importanti città dello stato senese. Quando scoppiò la guerra di Siena, che si concluderà con l’annessione della repubblica senese allo stato fiorentino, Montalcino dapprima resistette all’assedio e ai bombardamenti degli eserciti alleati, fiorentino e imperiale; quando poi Siena si arrese a Cosimo I e Carlo V (1555), molti senesi abbandonarono la loro città e, guidati da Pietro Strozzi, con il supporto francese, fondarono “la Repubblica di Siena Ritirata a Montalcino”, trasformando quest’ultima nella nuova capitale di quella parte dello stato senese ancora non caduta nelle mani di Firenze. Ritiratisi i Francesi dalla guerra, in seguito alla pace di Cateau-Cambresis, il 31 luglio 1559 i repubblicani dovettero tuttavia comunque arrendersi, giurando fedeltà al duca di Firenze. Montalcino entrò così a far parte del Granducato di Toscana, di cui seguì le vicende fino ad epoca moderna. Dopo un lunghissimo periodo di stasi, l’economia locale ha avuto un forte impulso nel secondo dopoguerra grazie alle attività vinicole e alle fortune del famoso Brunello di Montalcino, uno dei vini italiani più prestigiosi. Montalcino ha oggi 2.121 abitanti.

DA VEDERE

Fortezza senese. Costruita nel 1361 da Mino Foresi e Domenico di Feo, inglobando parte delle fortificazioni duecentesche, fu l’ultimo baluardo della libertà senese. Dai bastioni si gode uno splendido panorama sulla campagna circostante e sulla val d’Orcia. Ospita una importante enoteca.

Piazza del Popolo. Caratteristica piazzetta su cui si affacciano interessanti edifici medioevali: il Palazzo Comunale, detto anche Palazzo dei Priori (sec. XIII-XIV), ornato da numerosi stemmi, che ingloba un’altissima torre medioevale, e la Loggia (XIV-XV secolo) con due arcate gotiche in pietra e quattro a tutto sesto in mattoni.

Chiesa di S.Agostino e Musei d’Arte Sacra. Chiesa romanico-gotica con semplice facciata ornata da bel portale marmoreo e rosone; all’interno numerosi affreschi di scuola senese del ‘300. Adiacente ad essa i locali monastici, articolati attorno a due chioschi cinquecenteschi, che ospitano il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra; tra gli oggetti più importanti esposti: diverse sculture in legno di età medioevale e un crocefisso del Giambologna.

Abbazia di Sant’Antimo. A meno di 10 km da Montalcino, l’Abbazia di Sant’Antimo costituisce un insigne esempio di arte romanica, tra i più importanti esempi di arte monastica medievale, che richiama modelli lombardi e transalpini. Fondata secondo la tradizione da Carlo Magno, esiste sicuramente almeno dall’812; la chiesa attuale risale al XII secolo, costruita in travertino con gli elementi architettonici decorativi in onice. Sul fianco sinistro ingresso con portaletto del sec. IX; sul fianco destro altro portale decorato con rilievi recanti animali fantastici. Spettacolare l’interno con capitelli decorati nel classico stile romanico.

COME ARRIVARE

(80 km) Imboccare la Strada Statale Aurelia in direzione Grosseto. Prendere l’uscita per Siena / Roselle inserendosi sulla superstrada E78 (SS223); dopo circa 18 km uscire per Paganico e imboccare la SP64, del Cipressino; dopo circa 15 km svoltare a sinistra sulla SP52 e proseguire sulla SP14 che conduce fino a Montalcino.